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17.07.2017 -

Non appena varcata la soglia della stanza, l’ottantaduenne Siham si è subito recata dagli organizzatori dell'evento per informarsi sulla presenza di Hamida, la sorella più giovane. Non ha dovuto aspettare molto per trovare la risposta: i loro sguardi si sono ben presto incrociati. “Non posso descrivere la sensazione che ho provato” ha detto Siham mentre la sorella Hamida ci ha raccontato: “Non mi immaginavo di vedere Siham, [appena ci siamo incontrate] ci siamo abbracciate e abbiamo iniziato a piangere”. Le due donne non si vedevano da oltre un anno. Anche se Hamida e Siham vivono in luoghi relativamente vicini, le chiusure delle strade, la mancanza di un costante accesso alle linee telefoniche e gli impedimenti fisici hanno reso difficile alle due sorelle rimanere in contatto. Hamida, che ha difficoltà a camminare, vive in un rifugio collettivo con la figlia e i due nipoti, il marito della figlia è deceduto durante il conflitto. Anche per Siham, nonostante non abbia difficoltà di deambulazione, non è facile allontanarsi dalla stanza del rifugio collettivo dove vive, una stanza al terzo piano e raggiungibile con scale strette e buie. La donna spiega come, nonostante gli anziani preferiscano vedersi di persona, sono reclutanti a chiedere aiuto ai figli, dai quali già dipendono. “La vita è molto difficile, i nostri figli fanno di tutto per poter far fronte ai bisogni della famiglia. Abbiamo smesso di uscire perché non vogliamo essere loro troppo di peso” ha aggiunto la donna che ha poi concluso affermando: “In Siria il tessuto familiare è stato duramente colpito dalla crisi”. I figli di Siham e di Hamida, come molti altri rifugiati palestinesi in Siria, ogni giorno lottano per guadagnare il tanto che basta a soddisfare i bisogni basilari della famiglia. Il 60% dei 438.000 rifugiati palestinesi in Siria sono stati sfollati almeno una volta mentre il 90% fa affidamento su UNRWA per cibo e assistenza monetaria. Prima dell'inizio della crisi le due sorelle si facevano visita l’un l’altra ogni settimana nel campo di Ein el Tal, a nord di Aleppo, dove entrambe vivevano. Questa situazione è cambiata quando il campo è stato travolto dal conflitto nel 2012 costringendo le due donne di abbandonare la zona alla ricerca della salvezza. “Quando siamo fuggite piovevano mortai” ricorda Siham.  Per offrire agli anziani un po’ di respiro durante il conflitto, UNRWA ha ideato un evento di supporto psicosociale denominato “Rinfresca la tua memoria”. L’evento è stato pensato per stimolare la memoria collettiva e incoraggiare la condivisione delle esperienze al fine di aiutare ad attenuare l’impatto della crisi nella vita dei rifugiati palestinesi. All'evento hanno partecipato quarantasei rifugiati sopra i 55 anni, il più anziano aveva 88 anni. L’obiettivo è quello di continuare a coinvolgere persone di quell’età per ampliare la consapevolezza dell’impatto della crisi e sviluppare interventi appropriati. Sulla base delle indicazioni degli stessi partecipanti, UNRWA sta programmando di replicare l’evento ad Aleppo e in altre aree del paese. Durante la giornata, i ricordi di Siham, come quelli di molti altri partecipanti, hanno ripercorso la Nakba. Aveva 12 anni quando nell’inverno del 1948 lei e la sorella, che allora aveva solo 6 anni, sono fuggite con la famiglia dalla loro casa in Palestina per il nord della Siria. Le due donne non immaginavano di poter rivivere un altro traumatico conflitto 70 anni dopo. Quando durante l'evento abbiamo chiesto a Siham di descrivere le sue sensazioni, ha risposto di provare sentimenti contrastanti: “Eravamo emozionati ed eccitati all'idea di poter rivedere i nostri vicini. Sono molto felice di aver saputo che molti di noi siano riusciti a salvarsi, ma distrutta nell'aver scoperto che altri hanno perso i figli durante il conflitto”. 

14.07.2017 -

Nel corso del 2012 la quarantanovenne Hoda Hassan Abou Khamis è stata costretta a fuggire da Yarmouk con il marito e i suoi tre figli. In fuga dal conflitto e dalle violenze, la famiglia ha trovato un alloggio alternativo nel rifugio collettivo di Haifa dove UNRWA ospita i rifugiati sfollati. Successivamente il primogenito è partito per l’Europa per raggiungere il fratello che studia in Germania. Il figlio più piccolo, il quindicenne Mahmoud, è invece rimasto in Siria con la madre e il padre. Nel rifugio collettivo, Hoda è diventata volontaria al Centro delle Donne, organizzazione della società civile sostenuta da UNRWA. Hoda così descrive la sua esperienza di volontariato al centro: “Lavorare con le altre donne mi rende felice, mi trasmette un senso di speranza e mi aiuta a liberarmi dallo stress accumulato in questi lunghi anni di guerra.” Hoda, ricordando la sua vita a Yarmouk racconta: “Abitavamo in una casa di appena 45 metri quadri. La casa era piccola, ma era la nostra casa. Sia io che mio marito lavoravamo molto per poterci permettere quello che chiamavamo il nostro piccolo paradiso… adesso abbiamo perso tutto”. Durante il Ramadan i ricordi si sono fanno ancor più dolorosi quando Hoda pensa alle giornate di festa trascorse con la famiglia a Yarmouk. “Durante l’Eid andavo al mercato, facevo la spesa, preparavo cibo e dolci. Ci recavamo a far visita ai nostri familiari e condividevamo il pasto con loro. Al suk tutti i negozi avevano addobbi meravigliosi, il profumo dei dolci preparati per il Ramadan avvolgeva ogni strada”. Questo Ramadan, grazie alle donazioni giunte da più parti del mondo, UNRWA ha potuto distribuire cibo integrativo ai rifugiati più vulnerabili, tra cui la famiglia di Hoda. Oltre 2.000 sfollati interni residenti nei nove rifugi collettivi presenti nella sola area di Damasco hanno ricevuto panieri alimentari addizionali con burro, datteri, olive, formaggi e altro cibo tipico del Ramadan. Grazie a questi aiuti, le famiglie avranno la possibilità di far fronte ad altre spese basilari perché, come spiega Hoda “potremmo spendere i soldi che avevamo pensato di dedicare ai pasti di Ramadan in altri prodotti come medicine e vestiti”. Hoda, che è tra i 418.000 rifugiati palestinesi che in Siria beneficiano dell’assistenza di UNRWA, ha poi ricordato che “il Ramadan è il periodo dell’anno in cui le famiglie si riuniscono… l’assenza dei nostri cari rende il pasto con cui interrompiamo il digiuno un momento di tristezza e disperazione. Abitiamo nel rifugio da cinque anni ed è sempre difficile trascorrere il sacro mese lontani dalle nostre famiglie e dalle nostre case. Ma io continuo a sperare e sono confidente che un giorno potremmo finalmente tornare a Yarmouk”.

10.07.2017 -

Dall’8 luglio al 5 agosto nella Striscia di Gaza si svolgono le “Summer Fun Weeks”, attività estive organizzate da UNRWA a cui partecipano 186.000 bambini. La composizione dei partecipanti è bilanciata in termini di genere; secondo quanto dichiarato dal Direttore delle attività Yousef Moussa “il 50.3% dei partecipanti è composto da ragazze e il 49.7% da ragazzi”. Il Direttore ha poi aggiunto che saranno organizzate “partite di calcio per i ragazzi e di basket per le ragazze, ma anche corsi di pittura e artigianato, e giochi gonfiabili per i più piccoli.” L’evento coinvolgerà 115 scuole di UNRWA nella Striscia di Gaza, tra cui il centro Al-Nour per bambini ipovedenti ed altri 7 centri di riabilitazione comunitaria. Oltre alle attività sopramenzionate, UNRWA ha ideato giornate riferite a specifiche tematiche. Oltre ad attività in inglese, “Rethink and Recycle” porterà a Gaza la tematica dei riuso, mentre “Expo Tech” promuoverà la tecnologia a Khan Younis. Ancora, mentre a Gaza City si svolgerà l’attività “Messaggi al mare”, nel nord della Striscia “Equity and Equality” sensibilizzerà i bambini sulle tematiche relative all’uguaglianza e alla parità di genere. L’evento vedrà la realizzazione di altre iniziative, tra cui il programma “Ambasciatore degli studenti” e altre attività, rivolte sia agli studenti in generale che a specifici target come i componenti del coro scolastico. Le Summer Fun Weeks termineranno con la “Champion’s League” di Gaza, cioè dei tornei di calcio per i ragazzi e di basket per le ragazze. Verrà inoltre organizzata una gara artistica incentrata sugli obiettivi di sviluppo dell’Agenzia accompagnata da un’esposizione di disegni e foto. “I bambini subiscono pressioni immense in un contesto caratterizzato dal blocco decennale” ha affermato il Direttore delle Operazioni di UNRWA a Gaza Bo Schack, che poi ha aggiunto: “Un’intera generazione è stata privata della possibilità di avere un’infanzia normale, il nostro compito quello è restituire loro il divertimento e la semplicità dell’essere bambini. Inoltre, questo evento offre opportunità lavorative a migliaia di persone e rafforza l’economia locale in un luogo nel quale il tasso di disoccupazione è tra i più alti del mondo.”

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Ancora rifugiati dopo 50 anni di occupazione e 10 anni di blocco della Striscia di Gaza

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