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05.05.2015 -

L’ex capo dell’esercito israeliano, durante la guerra dell’estate 2014 a Gaza, ha riportato il fatto che un colpo esploso da una scuola UNRWA avrebbe ucciso un bambino israeliano in un Kibbutz, nel sud di Israele. Questa affermazione è stata fatta dall’esercito israeliano nell’agosto 2014. Tuttavia, è falsa. Meno di due ore dopo la dichiarazione, l'esercito israeliano ha ritrattato ufficialmente apportando una correzione tramite l'account Twitter del suo portavoce (si veda lo “screenshot” in basso). "È estremamente deludente che un ex capo dell'esercito israeliano debba denunciare un fatto e che lo stesso venga poi ritrattato pubblicamente dal suo portavoce. È un vero peccato e crea un ambiente ostile per le agenzie umanitarie. I funzionari dovrebbero garantire l'accuratezza delle loro dichiarazioni pubbliche". Ha commentato così il portavoce di UNRWA Chris Gunness.

04.05.2015 -

UNRWA continua ad essere allarmata per la sicurezza dei civili a Yarmouk a seguito delle notizie di scontri armati nella notte e l’impiego di armi pesanti e bombardamenti arei. I civili nel campo venivano da una notte di traumi e preoccupazioni. UNRWA chiede al governo siriano di cessare l’utilizzo di armi da fuoco, incluse le azioni aeree, in aree popolate che espongono i civili a pericoli e sofferenza. UNRWA sta monitorando notizie che parlano di vittime e feriti civili. Le nostre preoccupazioni sono aumentate a causa di questi eventi che arrivano dopo una notte di bombardamenti pesanti, il 27 aprile, azioni che furono condannate dal Segretario Generale dell’ONU. Chiediamo con veemenza il rispetto delle vite dei civili e delle famiglie che vanno incontro a sofferenze inenarrabili, così come chiediamo la cessazione di ogni azione che potrebbe compromettere la sicurezza della popolazione. A partire dallo scoppio delle violenze conseguenti all’ingresso a Yarmouk di gruppi armati il primo aprile, i civili hanno dovuto affrontare minacce e traumi senza precedenti. A migliaia hanno lasciato il campo a seguito delle violenze, rifugiandosi nelle zone limitrofe a Damasco dove le squadre dell’UNRWA stanno fornendo loro assistenza umanitaria di base. UNRWA ha ripetutamente espresso forte preoccupazione per la sicurezza dei civili e ha chiesto accesso per assistere le persone che sono rimaste all’interno di Yarmouk. UNRWA chiede nuovamente che tutte la parti armate coinvolte proteggano i civili in base ai loro obblighi nei confronti del Diritto Internazionale, sollecitando inoltre tutti gli attori internazionali che hanno influenze su questi gruppi a chiedere che vengano pienamente rispettati gli obblighi in materia di protezione dei civili. UNRWA continua a monitorare da vicino la situazione a Yarmouk. Al centro del mandato di UNRWA vi è la complessa situazione dei rifugiati palestinesi. La tragedia di Yarmouk pone l’attenzione sull’incessante bisogno di proteggere e supportare i rifugiati palestinesi, ovunque essi si trovino.

30.04.2015 -

Il Commissario Generale di UNRWA Pierre Krähenbühl, in occasione della sua prima visita ufficiale a Parigi, ha fatto il punto sui bisogni essenziali affrontati dai rifugiati palestinesi ed è stato aggiornato sull’impegno della Francia per giungere ad una pace duratura in Medio Oriente. Durante la visita del 28 e 29 aprile, Krähenbühl ha incontrato il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, alti funzionari del Ministero degli Affari Esteri e rappresentanti di Organizzazioni non governative, per discutere della collaborazione in corso tra la Francia e UNRWA e per parlare della sofferenza umana e della devastazione che, in molte zone in cui opera l'Agenzia, rappresenta la realtà quotidiana. Le discussioni si sono concentrate in particolare sulla situazione a Yarmouk, in Siria, dove i rifugiati siriani e palestinesi hanno dovuto vivere in condizioni di estrema difficoltà sotto assedio e sotto conflitti armati, e che ora si trovano a fronteggiare la peggior crisi mai vissuta, a seguito del recente arrivo di nuovi gruppi armati nel campo. Krähenbühl sottolinea che l’appello di UNRWA alla crisi regionale in Siria è estremamente sotto finanziato. Sono necessari 415 milioni di dollari per soddisfare i bisogni minimi dei rifugiati palestinesi, ma ad oggi soli il 20% del totale è stato finanziato. Le trattative si sono incentrate sulla situazione nei territori palestinesi occupati, e il Commissario Generale ha sottolineato l’importanza dell’impegno francese nel voler ottenere pace e stabilità in tutta la regione. “Incoraggiamo la Francia a proseguire nel suo coinvolgimento politco attivo nella regione”, ha affermato Krähenbühl. “I rifugiati palestinesi in Medio-Oriente hanno vissuto da generazioni di espropriazioni e la comunità internazionale deve rimanere impegnata a mantenere viva la loro speranza. Nel 2014 la Francia ha contributo con 8,3 milioni di dollari per il fondo generale di UNRWA, 1 milione e 100 mila dollari per gli aiuti alimentari e ha donato 684,000 all’appello di Gaza.

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