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23.06.2017 -

In risposta alla perdurante crisi in Siria UNRWA, attraverso il suo Programma “Educazione in Emergenza”, svolge un ruolo cruciale nell’assicurare ai bambini rifugiati palestinesi l’accesso ad un’educazione di qualità. Finanziato dal governo del Belgio, il programma opera a beneficio di 46.733 studenti rifugiati palestinesi in Siria con l’obiettivo di attenuare l’impatto del conflitto sui bambini attraverso il rafforzamento della loro resilienza e la promozione del loro benessere complessivo. L’approccio del programma unisce al rafforzamento del sistema educativo l’utilizzo innovativo di nuovi modi di promuovere e sostenere l’istruzione quali spazi ricreativi e di apprendimento sicuri, attività di sostegno, materiali di apprendimento interattivi e training attinenti alla sicurezza. Il Governo del Belgio ha contribuito con 5 milioni di euro al programma, parte del quale è utilizzato per sostenere la risposta educativa in Siria. Il programma ha già avuto positivi risultati nella sua operatività nel contesto siriano. Secondo le statistiche le scuole di UNRWA in Siria sono tra le scuole dell’Agenzia a vantare le migliori performance scolastiche in termini di risultati, equità e frequenza.

21.06.2017 -

UNRWA ha pubblicato l’ultimo rapporto annuale elaborato dal Dipartimento della Sanità dell’Agenzia. Nel rapporto sono riportati importanti dati statistici del programma sanitario di UNRWA e della situazione medica dei rifugiati palestinesi nei cinque campi operativi dell’Agenzia: Giordania, Libano, Cisgiordania, Gaza e Siria. Secondo quanto rivelato dal rapporto, UNRWA ogni giorno serve 37.000 pazienti attraverso il suo network di 143 centri di salute primaria dislocati nei cinque campi operativi. Nonostante l’instabilità che caratterizza la regione, il programma continua a contribuire alla protezione e alla promozione della salute dei rifugiati palestinesi offrendo loro servizi di salute primaria preventiva e curativa gratuiti e comprensivi, aiutando al tempo stesso i pazienti ad accedere ai servizi medici specialistici e secondari. Attualmente circa 3.5 milioni di rifugiati palestinesi ricevono assistenza medica nelle strutture di UNRWA. Il rapporto mostra inoltra che gli indicatori relativi alla salute materna e a quella dei bambini rimangono alti, come la copertura dei vaccini, le cure preventive e le cure antenatali prenatali. Inoltre sono state rafforzate le attività di screening e quelle rivolte alle malattie non trasmissibili ed è aumentato il rinvio agli assistenti psicosociali. La riforma sanitaria di UNRWA che ha preso avvio nel 2011 ha visto l’implementazione e l’integrazione delle migliori pratiche globali dell’approccio basato sul team di salute familiare (FHT) all’interno dei suoi servizi sanitari di base. Nel 2016 il programma è stato in grado di consolidare la riforma e lanciarla in Siria. Nello stesso anno è stato poi possibile integrare il sistema di registro informatico “e-Health” in 119 centri. Queste riforme hanno reso i servizi più efficaci, con la riduzione del numero delle visite al giorno e dei tempi di attesa e con l’estensione dei tempi dedicati alle singole visite stesse. Questi fattori hanno promosso un miglioramento generale del sistema sanitario e un’alta soddisfazione sia dei pazienti che del personale medico. “Per rafforzare la fornitura di servizi migliori attraverso il modello FHT nel 2016 abbiamo iniziato ad offrire training specifici ai nostri dottori”, ha spiegato il dottor Akihiro Seita, Direttore della Sanità di UNRWA, che ha aggiunto: “Nel corso del 2016 quindici dottori di UNRWA a Gaza hanno completato il Diploma di Medicina di Famiglia. Stiamo adesso espandendo questo tipo di formazione per permettere la partecipazione di più medici nel 2017 e stiamo promuovendo l’utilizzo dell’e-Health, adesso attivo nella maggior parte dei nostri centri sanitari”.  Il Dottor Seita ha poi aggiunto: “Stiamo anche lavorando all’allargamento del programma dei nostri centri di sostegno psicosociale e relativi alla salute mentale (MHPSS). L’integrazione del MHPSS nei centri di salute primaria rappresenta un punto di svolta dell'Agenzia e ci stiamo impegnando per rendere il supporto ospedaliero più efficacie e reattivo a favore di coloro che si trovano in forte bisogno di questi servizi.” Tuttavia, il perdurante conflitto in Siria così come i 50 anni di occupazione israeliana della Cisgiordania compresa Gerusalemme Est e i 10 anni di blocco di Gaza hanno minacciato il benessere dei rifugiati palestinesi e il loro l’accesso alle cure mediche. “È ora più che mai chiaro l’inequivocabile legame esistente tra salute e pace”, ha commentato il Dr. Seita. Il Dr. Seita ha poi concluso affermando: “La modernizzazione del programma sanitario di UNRWA non sarebbe stata possibile senza il sostegno dei paesi esteri, delle autorità ospitanti, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e le altre Agenzie delle Nazioni Unite, delle organizzazioni locali e internazionali, e senza la dedizione e l’impegno del nostro staff. UNRWA continuerà a lavorare per migliorare il benessere dei rifugiati palestinesi e garantire la protezione dei loro diritti, compreso il diritto alla salute. Crediamo che senza pace il diritto alla salute dei rifugiati palestinesi non possa essere pienamente realizzato e lavoriamo per garantire assistenza sanitaria a tutti perché nessun rifugiato palestinese deve essere lasciato indietro”.  Qui il rapporto completo in inglese

17.06.2017 -

My Voice-My School è un progetto educativo che dà voce ai giovani rifugiati palestinesi ed offre loro la possibilità di comunicare con studenti di altre nazionalità. Il progetto permette agli studenti di confrontarsi sull’Obiettivo Sostenibile n° 4 “Educazione di Qualità” e su come questo dovrebbe essere realizzato nei loro contesti scolastici, esortando al tempo stesso la comunità internazionale affinché continui a dare priorità al sostegno all’istruzione, in particolare nel contesto della crisi siriana e dell’emergenza di Gaza. Sostenuto dall’Unione Europea e da altri donatori che hanno risposto all’Appello d’Emergenza per la crisi siriana, My Voice-My School mette in contatto scuole di vari paesi del mondo che collaborano attraverso progetti congiunti in classe. Nel corso di 12 settimane studenti dall’Europa, dagli Stati Uniti, da Gaza, dal Libano e dalla Siria hanno approfondito insieme il vero significato di educazione di qualità. Le classi si sono confrontate su come poter migliorare la loro stessa educazione e hanno condiviso le rispettive conclusioni con i loro compagni all’estero attraverso tre linee di scambio telematiche. Le difficoltà che caratterizzano la popolazione di Gaza, della Siria e in generale di tutto il Medio Oriente hanno reso l’educazione ancora più importante per i 500 mila studenti rifugiati palestinesi iscritti nelle 700 scuole di UNRWA. L’educazione è importante perché aiuta la resilienza e genera speranza, specialmente in aree caratterizzate da conflitti e crisi protratte. Rafforzando la loro capacità di difendere l’educazione e costruire il proprio futuro, questo progetto innovativo permette agli studenti di spezzare l’isolamento causato dalla guerra e dall’occupazione e dà loro un senso di solidarietà che supera i confini. 

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Non vogliamo che cominci il sesto anno di guerra
Un progetto speciale per bimbi speciali
Ancora rifugiati dopo 50 anni di occupazione e 10 anni di blocco della Striscia di Gaza

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