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03.07.2015 -

Crescere in Siria essendo una ragazza era già difficile prima di questa crisi.Sei anni fa, all’età di 16 anni, Ghufran Azeemeh sognava di mettersi in proprio. Ma nel frattempo è stata spinta a sposarsi. “Ho provato a convincere mio padre che avrei potuto lavorare ma lui si è rifiutato. Invece mi sono sposata e il passo successivo è stato convincere mio marito a farmi lavorare”, dice Ghufran.   Spesso in Siria, sposarsi giovani significa la fine delle aspirazioni lavorative. Ma questo non è stato il caso della giovane interprete. Con il duro lavoro e l’ambizione, e grazie al sostegno del programma di microfinanziamento di UNRWA, la ventiduenne madre di due bambini ha costruito una piccola e produttiva attività che sostiene la sua famiglia.   Il microcredito è diventato un’ancora di salvataggio per gli imprenditori palestinesi in Siria, così come per le famiglie che subiscono il trauma dello sfollamento e che devono anche far fronte al collasso economico del Paese. UNRWA ha la possibilità di portare avanti questo importante programma grazie a donatori come gli Stati Uniti attraverso il contributo all’Appello di Emergenza in Siria.   Il primo tentativo imprenditoriale di Ghufran è stato un piccolo negozio di biancheria intima nella sua comunità a Yarmouk. Decisa ad aiutare i vicini che stavano lottando per la sopravvivenza economica, ha permesso ai i suoi clienti di acquistare prodotti facendo credito al negozio e a rate. A 18 anni si è avvicinata ad UNRWA con l’intento di espandere la sua attività, e ha ricevuto un prestito di 52 dollari. Ha restituito il prestito in cinque mesi e ha richiesto altri due prestiti per acquistare nuova merce e incrementare le vendite .   Nonostante ciò, nel 2012, Ghufran è stata costretta a lasciare il suo lavoro quando Yarmouk è stata travolta da un feroce conflitto armato. Lei e la sua famiglia hanno abbandonato Yarmouk insieme a decine di migliaia fra siriani e palestinesi, cercando protezione nel distretto di Jaramana a Damasco. Nonostante le sue perdite, Ghufran era impaziente di tornare a lavorare affinché lei e la sua famiglia non fossero completamente dipendenti da UNRWA per il cibo, l’assistenza economica e sanitaria, “Mi piace contare su me stessa senza aspettare che qualcuno mi dia qualcosa”, afferma. Più determinata che mai, Ghufran si è rivolta a UNRWA per un altro prestito per riavviare la sua attività. Il suo nuovo negozio aveva una gamma ampliata di prodotti. "Alcuni dei commercianti avevano aumentato i prezzi e si stavano arricchendo sulle spalle delle clienti, perciò ho voluto mantenere i miei prezzi bassi per far sì che i miei beni rimanessero accessibili", dice. "Mi sento più felice quando posso aiutare i miei clienti." Quattro anni e due imprese dopo il suo primo prestito, Ghufran e suo marito possono finalmente sostenersi. Guardando indietro, lei riconosce il ruolo che UNRWA ha svolto attraverso il microcredito nel sostenere la sua indipendenza e le sue ambizioni: " Voglio ringraziare UNRWA per esserci stata ad ogni passo di questo cammino e in queste circostanze difficili”, conclude.

02.07.2015 -

Durante i primi 10 giorni del mese sacro del Ramadan, UNRWA ha distribuito porzioni di cibo per il Suhoor a circa 2000 famiglie rifugiate povere in 12 centri di distribuzione alimentare in tutte le aree delle Striscia di Gaza. La distribuzione è stata possibile grazie al generoso contributo di 200.000 dollari da parte di Islamic Relief USA. “Non potrò acquistare niente per questo Ramadan, non ho soldi. Sono felice di ricevere questi pacchi; la mia famiglia sta aspettando a casa per vedere cosa c’è dentro e i bambini saranno entusiasti di avere qualcosa per il Suhoor,” commenta Kamal Abu Ryalah, rifugiato quarantasettenne, mentre riceve il suo cesto di viveri nel Centro di Distribuzione del Beach Camp a Gaza. Il Suhoor è l’ultimo pasto che i musulmani consumano alle prime ore della mattina prima di iniziare il digiuno giornaliero. Il cesto contiene viveri che vanno dal succo di frutta alla marmellata fino al formaggio, the, ceci e carne che forniranno alle famiglie le calorie necessarie durante le ore di digiuno fino all’Iftar, la cena dopo il tramonto. Le famiglie che ricevono l’assistenza alimentare sono condizioni di estrema povertà, con un reddito al di sotto di 1,5 dollari pro capite al giorno. “Questa donazione arriva come una benedizione da Allah in un momento in cui le famiglie povere come la mia hanno bisogno di aiuto. Questo pacco per il Suhoor ci aiuterà a sopravvivere,” dice il quarantunenne Mreed Al Sukari, padre di 10 figli, che ha ricevuto le sue razioni al Centro di Distribuzione di Al Tuffah, nella città di Gaza. La distribuzione di razioni di cibo per il Suhoor fa parte degli sforzi dell’Agenzia per attenuare l’insicurezza alimentare nella Striscia di Gaza. Nel Giugno 2015, il blocco di Gaza è entrato nel suo nono anno e continua a spingere la popolazione verso la povertà, rendendo le persone ancora più vulnerabili a livello di sicurezza alimentare. L’80% della popolazione di Gaza è dipendente dall’assistenza umanitaria; il livello di disoccupazione nel 2014 ha raggiunto il 43,9%, e per i rifugiati si è attestato al 44,4% - il più alto tasso in assoluto a livello mondiale secondo le stime della Banca Mondiale. L’economia è al limite del collasso e l’incremento dei prezzi insieme all’inflazione aumentano le difficoltà di sopravvivenza. Le famiglie di Gaza spendono più del 50% dei loro soldi in cibo, come stima il sondaggio sulla Sicurezza Economica e Socio-Economica dal 2012 (condotto da UNRWA, FAO, PAM e il Palestinian Central Bureau of Statistics), lasciando loro pochissimo denaro per le altre spese come i vestiti, i beni per la famiglia e il mantenimento scolastico dei figli. E i numeri sono in crescita. Nel 2014, UNRWA ha fornito assistenza alimentare per 868.000 rifugiati palestinesi e ha visto crescere il numero di circa 65.000 rifugiati. L’Agenzia si aspetta che il numero arriverà a più di 1 milione di persone alla fine del 2015.

02.07.2015 -

Dal 29 giugno al 1 luglio il Commissario Generale di UNRWA Pierre Krähenbühl si è recato in visita a Bruxelles per una serie di incontri con personalità di alto livello al fine di mettere in risalto il ruolo e le attività principali dell’Agenzia, per informare circa l’allarmante sottofinanziamento dell’Agenzia e allo stesso tempo inaugurare ufficialmente la mostra fotografica di UNRWA “Non sono una statistica”, in esposizione al Parlamento Europeo fino al 3 luglio. La temporanea espone le foto vincitrici del concorso fotografico di UNRWA finanziato dall’Unione Europea nel 2014 e mostra ai visitatori i risultati della collaborazione di lunga data tra UNRWA e l’UE nel favorire lo sviluppo umano, umanitario e la necessità di protezione dei rifugiati palestinesi in Medio Oriente, caratterizzata da insicurezza e instabilità dovuti a conflitti, occupazione, sfollamenti  e il crescente fenomeno di radicalizzazione che sta spingendo molte persone a tentare pericolose vie di fughe verso l’Europa. La competizione è stata concepita come un’opportunità per i giovani rifugiati palestinesi per immortalare le storie e le emozioni di chi è vittima di questi eventi traumatici. Nata per mettere in rilievo la dinamica e solida partnership tra l’Unione europea e UNRWA, la mostra fotografica è stata insignita dell’Alto Patronato del Parlamento europeo e inaugurata dal presidente Martin Schulz, dal Commissario europeo per la politica di vicinato e i negoziati per l'allargamento Johannes Hahn, da Hugues Mingarelli, direttore esecutivo del Servizio europeo di azione esterna per il Nord Africa, il Medio Oriente, la Penisola arabica, l’Iran e l’Iraq (EEAS) e dal Commissario Generale di UNRWA Pierre Krähenbühl. Ha partecipato anche il secondo classificato al concorso, Manar Nakhleh, in rappresentanza degli altri vincitori. Il vincitore, siriano, non è stato in grado di intraprendere il viaggio e anche ad altri due concorrenti da Gaza non sono stati concessi i permessi per lasciare Gaza, a triste testimonianza del destino di molti rifugiati palestinesi. “L’Unione Europea considera UNRWA un partner strategico e siamo orgogliosi di essere il suo più grande donatore multilaterale”, ha affermato Martin Schulz nel suo discorso di apertura. “Inoltre l’agenzia gioca un ruolo essenziale per la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo umano della regione. Finché i conflitti continueranno a devastare il Medio Oriente, l’Unione europea resterà a fianco di UNRWA per aiutarla nella sua missione fondamentale. I rifugiati non sono una statistica – sono persone che vogliono contribuire alla nostra comunità attraverso i loro sogni, le aspirazioni, la loro energia e il loro talento”. Anche il Presidente Hahn ha condiviso la sua analisi e la sua visione dello stato attuale della questione: “La situazione dei rifugiati palestinesi a Gaza, in Siria e in altri campi si sta deteriorando giorno dopo giorno, e c’è il pericolo che ci abituiamo a questa situazione drammatica”, ha affermato. “La mostra di oggi ci ricorda che dovremmo prenderci tempo per conoscere i volti nascosti dietro i numeri – persone che, nonostante siano intrappolate in una situazione che è già indegna per ogni essere umano, cercano semplicemente di vivere una vita normale. L’Unione europea è orgogliosa di supportare UNRWA nel suo lavoro di inestimabile valore con i rifugiati palestinesi a Gaza, Cisgiordania, Giordania, Libano e Siria, fornendo loro accesso all’educazione primaria, alla salute, ai servizi sociali, anche in condizioni estreme”. La visita del Commissario Generale di UNRWA a Bruxelles è stata anche un’occasione per un incontro su base bilaterale con gli alti rappresentanti dell’Unione europea e dei suoi Stati membri, come ad esempio Martin Schulz, Johaness Hahn, il Vice-Presidente e Commissario per il budget e le risorse umane Kristalina Georgieva; il Segretario Generale Esecutivo di EASS Alain Le Roy, il Comitato di politica e sicurezza dell’Unione Europea e il Ministro della cooperazione allo sviluppo belga Alexander De Croo. Il Commissario Generale di UNRWA ha aggiornato queste personalità circa gli importanti risultati raggiunti e sulla drammatica situazione finanziaria dell’Agenzia. Con un deficit stimato a 93 milioni di dollari (101 milioni di dollari) per il fondo generale di UNRWA, l’Agenzia ha messo in atto una serie di misure stringenti per ridurre al minimo i costi mantenendo i servizi essenziali destinati ai rifugiati. Tuttavia, alcune difficili decisioni riguardanti il sistema scolastico di UNRWA che raggiunge circa mezzo milione di rifugiati in tutto il Medio Oriente, in Libano, Giordania, nei Territori palestinesi occupati e in Siria, potrebbero essere prese nelle prossime settimane qualora il deficit non venga colmato. “Questo livello di sottofinanziamento è senza precedenti e avrà conseguenze dirette e drammatiche sulla capacità dell’Agenzia di proseguire il suo mandato, così come la nostra capacità di mantenere i risultati ottenuti fin qui sul piano dello sviluppo umano”, ha affermato Pierre Krähenbühl, facendo riferimento implicito al recente rapporto della Banca Mondiale in cui si è elogiato il sistema educativo di UNRWA e sottolineato i risultati al di sopra della media conseguiti dagli studenti rifugiati palestinesi. Il Commissario Generale di UNRWA ha inoltre ricordato che l’Appello di emergenza di UNRWA per Siria e Territori palestinesi occupati è estremamente sotto finanziato (rispettivamente 27% e 30%), minando la capacità dell’Agenzia di fornire assistenza salvavita. In Medio Oriente – con la crescente instabilità e il rischio di estremismi sempre in aumento –i rifugiati palestinesi affrontano quelli che sono in molti casi minacce alla loro esistenza”, ha proseguito. “Sottovalutare la loro vulnerabilità e i loro bisogni è un rischio che il mondo non può prendersi, un lusso che non abbiamo. Dobbiamo agire adesso supportando la dignità e i diritti dei rifugiati palestinesi aiutandoli nel raggiungimento di una risoluzione politica del conflitto israelo-palestinese”. UNRWA e UE: una partnership dinamica L'UE ed UNRWA hanno un partenariato strategico dal 1971, basato sul comune obiettivo di promuovere la stabilità nel Vicino Oriente, agevolare la ricerca della pace, sostenere lo sviluppo umano e soddisfare le esigenze umanitarie e di protezione dei rifugiati palestinesi. Sebbene UNRWA non disponga di alcun mandato politico per fornire soluzioni alla questione ancora insoluta dei rifugiati, l'UE riconosce il suo contributo essenziale al mantenimento della sicurezza, della stabilità e dello sviluppo nella regione. UNRWA è considerata un partner fondamentale per sostenere le iniziative dell'UE per la pace in Medio Oriente, in quanto offre uno spazio per le trattative tese a raggiungere un accordo di pace. Nel corso di quaranta anni, la collaborazione con l'UE si è evoluta; difatti, l'UE non solo è il principale donatore multilaterale dell'Agenzia, ma anche un alleato politico di primo piano, impegnato nel sostenere UNRWA in assenza di una soluzione equa e duratura alla difficile condizione dei rifugiati palestinesi. Tra il 2007 e il 2014, l'Unione europea ha contribuito con più di 1 miliardo di euro (US $ 1.44) a sostegno di UNRWA, tra cui 906 milioni di dollari al Fondo Generale. Inoltre, l'Unione europea ha generosamente contribuito agli appelli e progetti di emergenza umanitaria di UNRWA in risposta alle varie crisi e bisogni specifici in tutta la regione. Gli Stati membri dell'UE forniscono un ulteriore supporto cruciale per l'Agenzia. Il partenariato tra l'UE e UNRWA ha permesso a milioni di rifugiati palestinesi di essere meglio istruiti, vivere una vita più sana, avere migliori opportunità di lavoro di accesso e migliorare le loro condizioni di vita, contribuendo così allo sviluppo di tutta la regione.

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