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03.09.2015 -

Maria, 14 anni, dal campo rifugiati di Marka in Giordania è una dei sette figli di Jawad Faisal Mohammad Emteir, che sono stati tutti studenti delle scuole UNRWA. Nonostante il suoi eccellenti risultati scolastici Maria - che frequenta il 1° superiore - ha ambizioni ancora più grandi e il prossimo anno vuole diventare una delle migliori studentesse della scuola. “Se non studio duramente come i miei fratelli e sorelle maggiori, chi aiuterà la mia famiglia e soprattutto mio padre che è disabile?”. Il padre di Maria è un rifugiato palestinese di 57 anni che in passato viveva coi suoi genitori a Beit Jibreen, vicino Hebron.  Allo scoppio delle ostilità del 1967, Jawad è scappato dalla Palestina ed è andato a vivere Giordania. Inizialmente ha vissuto a Souf, un mese prima di trasferirsi a Marka. Da allora vive là, si è sposato e ha cresciuto 7 figli nel campo. © 2015 UNRWA Foto Sahem Rababa

02.09.2015 -

Saja Abu Iltayef è una rifugiata palestinese di 11 e viene dalla zona di Sha’af, situata appena ad est del quartiere di Shujaiya, nella parte orientale di Gaza City. È una ragazza piena di speranze e sogna di tornare a scuola. A Shujaiya vivono 92.000 persone all’interno di un’area di 6km quadrati, una delle zone più densamente popolate della Striscia di Gaza. La vita non è semplice per Saja Abu Iltayef e la sua famiglia. Shujaiya è stata una delle zone più colpite dalle ostilità dell’estate 2014. Inoltre, gli otto anni di blocco imposto da Israele, che limita fortemente la circolazione di merci e persone, impedisce a molti rifugiati di cercare opportunità di avoro al di là dell’enclave costiera. Il padre di Saja è un insegnante, ma con la grande famiglia che ha è difficile far fronte a tutti i bisogni dei suoi figli, specialmente dal momento che nessuno dei suoi figli più grandi lavora. L’Ufficio Centrale di Statistica palestinese stima al 41.6% il tasso di disoccupazione di Gaza nel primo trimestre del 2015, uno dei più alti al mondo. Secondo la Banca Mondiale, la disoccupazione giovanile è aumentata di più del 60% alla fine del 2014. L’appartamento in cui vivono Saja e la sua famiglia allargata è situato al quarto piano di un grande palazzo. Si compone di 5 stanze – quella dei suoi genitori, una in cui vivono suo fratello, sua moglie e il bambino, una stanza degli ospiti, piena di vecchi mobili e una all’ultimo piano in cui Saja un tempo dormiva e studiava. “Stavo in questa stanza, ma dopo la guerra non ci voglio più dormire”. “Sono molto spaventata, preferisco dormire in salotto con i miei fratelli e le mie sorelle piccole; ci sentiamo più sicuri là”. © 2015 UNRWA foto di Ahmad Awad.

31.08.2015 -

“Voglio diventare avvocato per aiutare mio papà a proteggere la nostra terra e la nostra casa”, afferma la 14enne Hakam Hajajleh. Il luogo che lui, i suoi due fratelli, sua madre e suo padre chiamano casa, sorge poco al di là del muro di protezione della barriera in Cisgiordania, nel lato est di Al-Walaja, un villaggio che sarà in larga parte circondato dalla barriera una volta che questa verrà ultimata. (Il 17 agosto, pochi giorni dopo che UNRWA ha parlato con la famiglia di Hakam, il Ministero della Difesa israeliano ha ripreso la costruzione del muro vicino al villaggio, nonostante una sentenza dell’Alta Corte di Giustizia avesse ordinato di riconsiderare l’ampliamento della barriera in quella regione). Essendo la sua casa bloccata a cavallo della Linea Verde, il confine municipale tra Gerusalemme e la barriera, l’occupazione condiziona quotidianamente la vita della sua famiglia. Di fronte a questa grande sfida affrontata in tenera età, Hakam sta puntando sull’educazione per garantire un futuro stabile alla propria famiglia. Hakam ha iniziato la sua carriera scolastica alla scuola elementare mista di Al-Walaja, una delle 97 scuole gestite da UNRWA in Cisgiordania. Clicca qui per vedere l'intera photogallery

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