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30.07.2015 -

L’Unione europea ha donato 2.2 milioni di euro a UNRWA in risposta all’emergenza lanciata dell’Agenzia per i rifugiati palestinesi siriani che vivono in Giordania. Questa donazione aiuterà l’Agenzia a mantenere la resilienza e ad alleviare la vulnerabilità dei rifugiati palestinesi in Giordania. L’Unione Europea e UNRWA hanno siglato una dichiarazione congiunta per il 2014-2016 che prevede una base di contribuzione da parte dell’UE per questi tre anni di circa 246 milioni di euro (270.6 milioni di dollari) in base alla disponibilità di fondi relativi al budget annuale dell’Unione Europea. “Questa duratura partnership tra l’Unione europea e UNRWA ha permesso a milioni di rifugiati palestinesi di ottenere un’istruzione migliore, di vivere meglio, di accedere alle opportunità di lavoro migliorando le proprie condizioni di vita, contribuendo così allo sviluppo dell’intera regione”, ha affermato Joanna Wronecka, Ambasciatrice UE in Giordania. “Questa tempestiva donazione sarà utile a ridurre il deficit economico dell’appello di emergenza per i rifugiati palestinesi in Giordania”, ha affermato Roger Davies, Direttore dei lavori in Giordania. “Ci permetterà di assistere economicamente circa l’80% dei rifugiati palestinesi dalla Siria che sono registrati nel Field Office in Giordania, fornendo loro alimenti e prodotti di uso non alimentare, oltre a prestiti di emergenza da destinare all’educazione di base”. Tuttavia, nonostante questo contributo da parte dell’Unione europea provvederà a fornire il supporto urgentemente necessario ai rifugiati palestinesi, il deficit del fondo generale di UNRWA rimane di 101 milioni di dollari.     UNRWA e UE: una partnership dinamica L'UE ed UNRWA hanno un partenariato strategico dal 1971, basato sul comune obiettivo di promuovere la stabilità nel Vicino Oriente, agevolare la ricerca della pace, sostenere lo sviluppo umano e soddisfare le esigenze umanitarie e di protezione dei rifugiati palestinesi. Sebbene UNRWA non disponga di alcun mandato politico per fornire soluzioni alla questione ancora insoluta dei rifugiati, l'UE riconosce il suo contributo essenziale al mantenimento della sicurezza, della stabilità e dello sviluppo nella regione. UNRWA è considerata un partner fondamentale per sostenere le iniziative dell'UE per la pace in Medio Oriente, in quanto offre uno spazio per le trattative tese a raggiungere un accordo di pace. Nel corso di quaranta anni, la collaborazione con l'UE si è evoluta; difatti, l'UE non solo è il principale donatore multilaterale dell'Agenzia, ma anche un alleato politico di primo piano, impegnato nel sostenere UNRWA in assenza di una soluzione equa e duratura alla difficile condizione dei rifugiati palestinesi. Tra il 2007 e il 2014, l'Unione europea ha contribuito con più di 1 miliardo di euro (US $ 1.44) a sostegno di UNRWA, tra cui 906 milioni di dollari al Fondo Generale. Inoltre, l'Unione europea ha generosamente contribuito agli appelli e progetti di emergenza umanitaria di UNRWA in risposta alle varie crisi e bisogni specifici in tutta la regione. Gli Stati membri dell'UE forniscono un ulteriore supporto cruciale per l'Agenzia. Il partenariato tra l'UE e UNRWA ha permesso a milioni di rifugiati palestinesi di essere meglio istruiti, vivere una vita più sana, avere migliori opportunità di lavoro di accesso e migliorare le loro condizioni di vita, contribuendo così allo sviluppo di tutta la regione.

27.07.2015 -

Gerusalemme Il 26 luglio UNRWA ha tenuto una sessione straordinaria della Commissione Consultiva per discutere della più grande crisi economica della storia dell’Agenzia. La Commissione ha esaminato il rischio sempre più altro che UNRWA possa ritardare l’inizio dell’anno accademico in circa 700 scuole con mezzo milione di studenti in tutto il Medio Oriente interessati, qualora il deficit di 101 milioni di dollari non venga colmato prima dell’inizio dell’anno scolastico. La sessione ha avuto luogo in Giordania e ha visto riunirsi donatori e governi ospitanti. “Sono preoccupato che la nostra crisi finanziaria possa costringerci a posticipare l’inizio dell’anno scolastico”, ha affermato il Commissario Generale di UNRWA Pierre Krähenbühl. “Una decisione del genere poterebbe molta ansia e disperazione in centinaia di migliaia ragazzi e ragazze che si dedicano con passione ai loro studi”. “L’educazione è insita nel cuore dell’identità e della dignità dei rifugiati palestinesi ed è rappresentativa del lavoro di UNRWA. Le nostre scuole rappresentano inoltre un elemento di stabilità in una regione fortemente instabile. Possibili slittamenti nell’apertura dell’anno scolastico potrebbero avere gravi implicazioni per i governi ospitanti”. Nel corso della Commissione si è parlato di un rapporto straordinario che verrà inviato al Commissario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e a tutti i 193 membri delle Nazioni Unite. Il rapporto pone in evidenza le implicazioni che il deficit di 101 milioni di dollari avrà sull’Agenzia per l’anno 2015, le misure dell’Agenzia adottate per ridurre i costi e la strenua ricerca di fondi necessari. Tale rapporto mette inoltre in luce gli urgenti passi da compiere per porre UNRWA in una situazione finanziaria solida che le consenta di proseguire il suo lavoro. Stando alla situazione attuale, UNRWA dispone dei finanziamenti necessari per mantenere i suoi servizi essenziali da destinare alla sanità - comprendenti vaccinazioni per bambini, cure primarie, assistenza, servizi igienici e alcuni programmi di emergenza - fino alla fine del 2015. Tuttavia i fondi sono insufficienti per garantire l'erogazione dei servizi educativi da settembre in poi. L’Agenzia fa appello ai donatori, ai partners e agli Stati Membri delle Nazioni Unite a fari avanti attivamente attraverso ingenti finanziamenti per far sì che l’anno scolastico cominci senza interruzioni, preservando l’investimento in termini di sviluppo umano dei rifugiati palestinesi, riconosciuto come uno dei più fruttuosi di tutto il Medio Oriente. Garantire il regolare accesso all’educazione è una questione di dignità, diritti e stabilità regionale. 

22.07.2015 -

La famiglia di Fariz Husu è una delle prime 86 famiglie di rifugiati ad aver beneficiato dei materiali per la ricostruzione del Gaza Reconstruction Mechanism un anno dopo l’inizio del conflitto del 2014. “Questa è stata una bella sorpresa per me; sono così fortunato che il nome sia nella prima lista,” ha affermato abbozzando un sorriso, "avevo quasi perso le speranze". Da quando la sua casa a Shujjaiya a est di Gaza è stata distrutta nel conflitto del 2014, la vita della sua famiglia è cambiata completamente. “Durante e nei 12 mesi successivi al conflitto la mia famiglia ha sofferto molto - abbiamo perso la nostra casa e la nostra stabilità e anche il mio bus, che era la nostra unica fonte di sostentamento, è andato distrutto,” dice Fariz, che ha lavorato come autista di autobus prima del conflitto. “La nostra terra non è più la stessa; le persone sono piene di dolore per le loro perdite,” aggiunge il trentanovenne, padre di otto figli. In piedi sopra il terreno vuoto dove prima c’era la sua casa di quattro camere con una bella vista sul nostro giardino, ha affermato, “È tutto finito; non ci sono altro che macerie. "Shujjaiya, situato nella parte orientale di Gaza City, è stato uno dei quartieri più gravemente danneggiati nella striscia di Gaza durante i 50 giorni di ostilità. Quando il bombardamento è diventato "così vasto e diffuso", come descrive Fariz, la sua famiglia è scappata in un rifugio di emergenza dell'UNRWA a Gaza. Fariz ha raccontato i momenti della loro fuga: “All’inizio non eravamo in grado di uscire di casa. Eravamo bloccati, tutti stesi sul pavimento - io e la mia famiglia insieme a mia sorella, i suoi figli e il marito. È stato davvero spaventoso e terrificante. Abbiamo chiamato i vicini e il Comitato internazionale della Croce Rossa, ma nessuno era in grado di aiutarci ad uscire. Un giorno, al mattino presto, abbiamo raggiunto un punto in cui abbiamo dovuto correre per salvarci; la gente correva con noi, e il ricordo più doloroso è che abbiamo dovuto lasciare quelli che sono caduti dietro perché non c'era il tempo per tornare indietro e prenderli”.La famiglia Husu ha lasciato il Campo collettivo di UNRWA nell’ottobre 2014 dopo aver ricevuto i prestiti per gli affitti erogati da UNRWA e da allora si è "spostata da una casa in affitto all'altra", come spiega Fariz. Anche se ormai ha firmato il contratto con UNRWA per poter ricevere assistenza economica per la ricostruzione della sua casa, rimane preoccupato per il futuro. "Tutto quello che desidero per noi è di vivere in pace, di essere al sicuro e di non dover vivere sotto altri conflitti", ha aggiunto. "Vogliamo stare accanto i nostri figli e vederli crescere."

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