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16.10.2017 -

Mercoledì 11 ottobre UNRWA ha organizzato a Beirut una giornata di presentazione e discussione del progetto di ricostruzione del campo di Nahr el-Bared. All’incontro, che è stato promosso dal Direttore di UNRWA in Libano Claudio Cordone, hanno partecipato vari rappresentanti della comunità rifugiata del campo e altri stakeholder, tra cui rappresentanti dei donatori, della comunità palestinese e di quella libanese. II coordinatore di UNRWA per il progetto di ricostruzione del campo, Yvan Sturm, insieme al suo team ha presentato i piani di lavoro, ideati sulla base dei fondi disponibili e delle indicazioni degli stessi beneficiari. La presentazione è stata seguita da una discussione durante la quale sono stati affrontati i dettagli dei lavori. UNRWA ha inoltre illustrato il percorso necessario a completare la ricostruzione della totalità del campo, la cui realizzazione è però vincolata dai limiti finanziari dovuti all’attuale gap di bilancio di 106 milioni di dollari. Il rappresentante della Direzione Generale per le Antichità, il Dr. Assaad Seif, ha spiegato le misure intraprese al fine di preservare e documentare le scoperte archeologiche. Cordone ha poi riaffermato l’impegno di UNRWA ad accelerare la ricostruzione del campo e ricercare di nuovi donatori per sopperire alla mancanza di fondi e riuscire a completare i lavori il prima possibile. Claudio Cordone ha ribadito questo impegno ricordando le disperate condizioni nelle quali molte famiglie vivono in attesa di far ritorno al campo. “Il progetto a Nahr el-Bared non prevede solo la mera ricostruzione di abitazioni e edifici, ma riguarda gli esseri umani e la loro stessa dignità. Dobbiamo rafforzare la fiducia e lavorare congiuntamente per far fronte a tutti gli aspetti di questo progetto”, ha detto Cordone ai presenti. I partecipanti hanno infine riconosciuto la necessità di migliorare la comunicazione e promosso incontri regolari al fine di facilitare un migliore coordinamento tra i partner.

13.10.2017 -

Safaa Nasser è una giovane studentessa iscritta alle scuole di UNRWA che ha raggiunto il migliore risultato agli esami delle scuole secondarie (Baccalaureate) di scienze in Libano. Con un punteggio di 506 su 580, il suo risultato è stato il quarto migliore delle scuole superiori nel nord del paese, e il tredicesimo tra tutte quelle presenti nel territorio nazionale, che includono le scuole pubbliche, private e quelle gestite da UNRWA. Anche se lo studio è sempre stato per lei una priorità, nonostante la sua giovane età Safaa ha dovuto superare molti ostacoli. Era ancora una bambina quando, allo scoppio della crisi di Nahr el-Bared, la sua famiglia è fuggita per cercare riparo prima nella vicina città di Beddawi, poi nel campi rifugiati di Beddawi. “Riesco a non pensare alla sofferenza di quest’evento solo grazie alla vicinanza di mia madre e mio padre. Nonostante la difficile situazione che affrontavamo, i miei genitori sono riusciti ad creare un ambiente stabile per me e per i miei fratelli”, ricorda la giovane. Safaa si è diplomata alla scuola secondaria Amqa, al campo di Nahr el-Bared. Orgogliosa e felice di quanto è riuscita a raggiungere ci dice: “Fin da bambina sono sempre stata la prima della classe. Amo così tanto studiare, mi impegno molto negli studi”. Adesso Safaa frequenta il primo anno all’American University di Beirut (AUB), dove studia matematica applicata. “Ho deciso di studiare matematica perché amo molto la materia, e perché credo che questo percorso possa offrire le migliori opportunità di trovare lavoro in futuro”. Alle scuole di UNRWA in Libano sono iscritti più di 36.000 rifugiati palestinesi. Solo quest’anno 2.230 studenti hanno sostenuto gli esami Brevet, tra loro 1.509 hanno superato l’esame. Tra i 1.505 studenti che invece hanno sostenuto l’esame Baccalaureate, sono passati 1.133, ossia il 75%. UNRWA continua ad impegnarsi per garantire educazione superiore di qualità a tutti i rifugiati palestinesi in Libano.

10.10.2017 -

Dopo aver già stanziato 82 milioni di euro al Programme Budget di UNRWA, l’Unione Europea ha destinato un nuovo importante contributo di 9.5 milioni di euro in supporto alle attività dell’Agenzia. Con questo nuovo contributo l’UE ha risposto positivamente all’appello che UNRWA ha rivolto ai donatori a fronte del possibile impatto del deficit finanziario sui servizi essenziali quali l’istruzione e l’assistenza sanitaria. L’appello è stato fatto durante un incontro tra il Commissario Generale di UNRWA Pierre Krähenbühl e il Commissario UE per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento Johannes Hahn, svoltosi il 20 settembre ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Questo nuovo importante sostegno aiuterà a garantire l’accesso all’istruzione a 500.000 bambini, la sanità ad oltre 3.5 milioni di pazienti e l’assistenza agli oltre 250.000 rifugiati palestinesi particolarmente vulnerabili.  Il Commissario Generale ha espresso la sua profonda riconoscenza per il sostegno e la fiducia che l’UE ha mostrato: “Sono molto grato per la partnership in essere tra UNRWA e l’Unione Europea e per l’impegno mostrato nei confronti dei rifugiati palestinesi. Questo generoso nuovo contributo ha un altissimo valore e farà una grande differenza”. Il Commissario UE per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento Johannes Hahn ha affermato: “Questo significativo contributo riafferma ancora una volta l’impegno di lunga data dell’Unione Europea in sostegno ad UNRWA e alla continuità della sua opera essenziale a servizio dei rifugiati palestinesi. L’Unione Europea si appella alla solidarietà e all’impegno degli altri donatori affinché UNRWA possa disporre di risorse adeguate e sufficienti a proteggere e mantenere i suoi servizi di base. Contributi adeguati e prevedibili richiedono impegni congiunti. Auspico che questo scenario si realizzi e permetta all’Agenzia di continuare la sua opera di assistenza senza interruzioni alcune”. Nel giugno di quest’anno UNRWA e l’UE hanno firmato la Dichiarazione Congiunta 2017-2020 che rafforza la natura politica della loro partnership e ribadisce l’impegno dell’Unione Europea nella promozione dei diritti dei rifugiati palestinesi e nel sostegno alla stabilità finanziaria di lungo termine dell’Agenzia in un contesto caratterizzato da vincoli di bilancio e sfide operative.

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