Ultime news

05.02.2016 -

UNRWA ha lanciato un appello di emergenza ai donatori con una richiesta di 414 milioni di dollari destinati all’assistenza umanitaria dei rifugiati palestinesi colpiti dal conflitto in Siria, entrato nel suo sesto anno. L’Appello di Emergenza dell'Agenzia per la crisi regionale in Siria mira a sostenere 450.000 rifugiati palestinesi all'interno della regione, così come i 60.000 che sono fuggiti in Libano e in Giordania. "Al centro della tragedia siriana, e a soli due giorni dalla prima conferenza dei donatori di Londra, è fondamentale che la difficile situazione della comunità dei rifugiati palestinesi non sia sottovalutata o dimenticata”, ha esortato il Commissario Generale dell'UNRWA, Pierre Krähenbühl.   I rifugiati palestinesi sono stati drammaticamente colpiti dalla crisi a causa della loro prossimità alle aree di conflitto all'interno della Siria, degli alti tassi di povertà e dell’incertezza dello stato giuridico di chi è costretto a fuggire in Libano e Giordania.   Oltre il 60% di coloro che sono rimasti in Siria (280.000 persone) sono sfollati internamente, e il 95% circa (430.000 persone) necessita di una costante assistenza umanitaria. Ciò comprende decine di migliaia di persone che sono rimaste intrappolate nelle zone di conflitto, dove l’accesso all'assistenza umanitaria risulta estremamente limitata. Circa 42.000 rifugiati palestinesi dalla Siria sono fuggiti in Libano e 18.000 in Giordania, dove si trovano ad affrontare un'esistenza segnata dall’emarginazione e dalla precarietà.   Nonostante le grandi sfide operative poste dal conflitto, l'UNRWA è in grado di fornire assistenza d'emergenza attraverso i suoi programmi ormai consolidati nel campo della salute, dell'istruzione, del soccorso e dei servizi sociali, delle infrastrutture, riqualificazione dei campi, e della microfinanza. Circa 4.000 operatori - la maggioranza dei quali palestinesi -sono coinvolti in questa critica situazione di emergenza prestando il proprio servizio e offrendo un'ancora di salvezza fondamentale di fronte alle crescenti avversità e ai pericoli.   "Un conflitto acuto e protratto come quello in Siria richiede aiuti umanitari immediati e una strategia di sviluppo di lungo termine", ha dichiarato Krähenbühl. "UNRWA può offrire entrambe queste risposte, in virtù del suo costante impegno."   Dei 414 milioni di dollari richiesti dall’Appello di Emergenza lanciato dall’Agenzia, 329 sosterranno le esigenze umanitarie dei rifugiati palestinesi in Siria, 63 milioni sosterranno quelle dei rifugiati palestinesi dalla Siria in Libano, e 17 milioni quelle dei rifugiati palestinesi fuggiti dalla Siria in Giordania. 4,7 milioni sono necessari per gli interventi di emergenza al di fuori della competenza di questi tre sedi, includendo l'assistenza finanziaria per le famiglie palestinesi rifugiate dalla Siria a Gaza, il coordinamento regionale, il sostegno e l’advocacy.   "La nostra capacità di rispondere alle crescenti esigenze dei rifugiati palestinesi colpiti dal conflitto in Siria dipende dalla generosità dei donatori e dei governi ospitanti. Esortiamo i donatori a mantenere e accrescere questo sostegno nel 2016 per mitigare il devastante impatto umanitario del conflitto, rafforzare la protezione dei civili e prevenire ulteriori sofferenze", ha dichiarato il Commissario Generale, aggiungendo: "Assistere la popolazione in Medio Oriente dovrebbe essere una priorità.”  

01.02.2016 -

Chris Gunness, Portavoce di UNRWA Sono trascorsi due anni ormai da quando fu scattata la foto iconica delle migliaia di civili disorientati, sotto assedio nel campo di rifugiati palestinesi a Yarmouk, Damasco. Traumatizzati e svuotati di ogni emozione, donne, bambini, malati, anziani e morenti attendono la distribuzione di beni alimentari da parte di UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite incaricata di prestare loro soccorso. E’ stata una immagine in cui la potenza evocativa è rimasta impressa nella memoria collettiva della nostra epoca, così come la parola “Yarmouk” è stata aggiunta nello spaventoso lessico della crudeltà dell’uomo verso un altro uomo. Questa foto è diventata presto virale, trasformandosi così nell’icona dello spietato conflitto siriano. Il Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon, ha successivamente descritto Yarmouk come qualcosa di simile all’inferno; un campo di rifugiati che è divenuto un campo di morte. Yarmouk un tempo era la casa per circa 150.000 palestinesi. Ciascuno con un'umanità, una dignità personale che deve essere riconosciuta, rispettata e alimentata. Ma due anni dopo, con i colloqui di pace iniziati a Ginevra pochi giorni prima della conferenza di Londra sulla Siria, questa immagine inquietante solleva alcune domande sconcertanti. Dove sono queste persone oggi, i cui visi ci fissano ancora? Sono vivi o morti? Sono entrati a far parte di una generazione perduta? Sono stati lasciati indietro? La maggior parte di loro è palestinese. E’ ancora la difficile situazione tralasciata di una comunità emarginata, oscurata dalla enormità della tragedia siriana? Siamo in debito con ogni singola persona in quella foto. Se non troviamo una risposta a queste domande, la macchia, che è Yarmouk, rimarrà per sempre sulla coscienza dell'umanità.

27.01.2016 -

L’UNRWA a Gaza ha assistito circa 500 famiglie di rifugiati palestinesi attraverso la distribuzione di beni non-alimentari (non – food items) e teli plastici per aiutarli a fronteggiare le forti piogge, il freddo e le violente tempeste che stanno caratterizzando questa settimana. Non sono state riportate vittime o feriti, ma le infrastrutture hanno già subito danni. Le condizioni meteo di oggi aggravano una situazione umanitaria già precaria per i rifugiati e non dell’enclave costiera, che continuano a risentire delle conseguenze del conflitto del 2014 e dell’acuta crisi energetica e del combustibile.   Negli ultimi tre giorni, l'UNRWA ha dispiegato squadre di emergenza in tutta la Striscia di Gaza per contribuire a mitigare il rischio di inondazioni nei campi. Rifiuti, comprese bottiglie di plastica, detriti di grandi dimensioni, uniti alle notevoli quantità di sabbia e ghiaia possono rappresentare un rischio durante le manifestazioni a carattere temporalesco, producendo danni di grave entità alle fragili strutture fognarie. I detriti accumulati impediscono all'acqua di fluire, causando innumerevoli allagamenti nelle strade. Come parte degli sforzi del team di emergenza, gli addetti della nettezza urbana dell'UNRWA stanno lavorando 24 ore al giorno per pompare l'acqua piovana e arginare il rischio inondazioni. Gli operatori, molti dei quali facenti parte del programma di creazione di impiego di UNRWA (Job Creation Programme), continuano a monitorare e bonificare le reti fognarie.   UNRWA lavora in stretta collaborazione con gli attori interessati, compreso il Governo Palestinese e la municipalità locale, monitorando il livello delle piogge in tutta Gaza.   Durante la stagione invernale, ogni anno, l'UNRWA fornisce alle famiglie rifugiate più vulnerabili e a coloro che vivono in alloggi inadeguati l’aiuto necessario attraverso la distribuzione di materassi, coperte supplementari, e teli plastici.   La campagna invernale dell’Agenzia #donacalore continua a indirizzare i propri sforzi anche a Gaza. Le donazioni ricevute permettono ai rifugiati palestinesi di affrontare questo duro inverno.   Per le famiglie rifugiate in stato di necessità, UNRWA rappresenta il primo fornitore di servizi a cui rivolgersi, con i vari programmi gestiti dagli Uffici di Area, di Soccorso e Servizi Sociali (Relief and Social Services) e agli Uffici del Programma di miglioramento delle infrastrutture e dei campi (infrastructure and camp improvement programme offices).

Solidarietà

Ogni tuo gesto scalda, nutre e salva.
Dona ora
  • I territori in cui operiamo
  • Visti da vicino
Gli aggiornamenti dallo staff di UNRWA a un anno dal conflitto
"Quest'inverno #donacalore ai rifugiati palestinesi"
Aggiornamenti dallo staff di UNRWA

Twitter

Video

Facebook