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24.02.2017 -

Il Coordinatore Umanitario e delle Attività di Sviluppo ONU per i territori palestinesi occupati, Robert Piper, e il Direttore delle Operazioni UNRWA in Cisgiordania, Scott Anderson, hanno fatto visita alla comunità beduina di Khan al Ahmar nell'area C, alle porte di Gerusalemme Est. "Khan al Ahmar è una delle comunità più vulnerabili della Cisgiordania che lotta per mantenere un minimo standard di vita a fronte delle forti pressioni per il trasferimento in un sito designato dalle autorità israeliane", ha affermato Mr. Piper aggiungendo che "Ciò è inaccettabile e deve finire". Il 15 e il 19 febbraio, gli ufficiali israeliani hanno distribuito dozzine di ordini di demolizioni e di “arresto dei lavori” contro quasi tutte le strutture (circa 140 in totale) di Abu Al Helu, una delle zone della comunità. L'esecuzione di questi ordini minaccia le condizioni di vita di oltre 140 rifugiati palestinesi, metà dei quali sono bambini. Inoltre, tra le strutture colpite vi è la scuola primaria, costruita da gomme e argilla che, realizzata con il supporto di donatori internazionali, accoglie circa 170 bambini delle comunità beduine nell'area. Come avviene in altri luoghi della Cisgiordania, tali ordini sono stati emessi contro strutture che non possiedono i permessi di costruzione rilasciati da Israele. Tali permessi sono pressoché impossibili da ottenere nella maggior parte del 60% della Cisgiordania conosciuta come Area C, a causa del regime discriminatorio di pianificazione e zonizzazione imposto da Israele. "La situazione di Khan al Ahmar non è nuova in Cisgiordania", ha detto Mr. Piper. "Migliaia di famiglie affrontano quotidianamente minacce di demolizione, intere comunità vivono in condizioni di persistente instabilità. Quando le scuole vengono demolite, anche il diritto all'educazione dei bambini palestinesi viene minacciato. Ciò crea una situazione coercitiva che forza alcune comunità palestinesi a spostarsi e lasciare le proprie case.", ha affermato Mr. Anderson, concludendo che “la comunità internazionale deve impegnarsi per fornire assistenza e protezione alle comunità vulnerabili e deve lavorare per garantire il rispetto della legge internazionale". Le Nazioni Unite hanno ripetutamente dichiarato che l'imposizione del trasferimento delle comunità senza il loro consenso libero e informato equivale ad espulsione e trasferimento forzato, in contravvenzione degli obblighi di Israele come potenza occupante, nel rispetto dei principi del diritto internazionale. "L'intera esistenza di questa comunità, delle case e delle scuole che abbiamo visitato oggi, è minacciata. Sono gravemente preoccupato delle continue pressioni da parte di Israele per forzare queste comunità ad allontanarsi dalle proprie case, distruggere i loro mezzi di sostentamento e la loro cultura", ha affermato Mr. Anderson. "Molte di queste famiglie di rifugiati palestinesi hanno già subito demolizioni più volte nel corso degli ultimi anni. Esorto le autorità israeliane ad interrompere i piani e le pratiche che porteranno direttamente o indirettamente i rifugiati a nuovi trasferimenti." Khan Al Ahmar è una delle 46 comunità della Cisgiordania centrale (la cui popolazione complessiva è di circa 7.000 persone, il 70 per cento delle quali rifugiati palestinesi) che le Nazioni Unite hanno definito a rischio di trasferimento forzato a causa del tentativo di imporne la “delocalizzazione” in uno dei tre siti designati dalle autorità israeliane a tal scopo, che comporterebbe in una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra.

23.02.2017 -

Si è svolta questa mattina ad Husn la cerimonia inaugurale di UNRWA del nuovo ufficio del programma di microfinanza dell'Agenzia in Giordania. All'evento erano presenti Sandra Mitchell, vice commissario generale, il governatore di Irbid, alcuni funzionari del Dipartimento Giordano per gli Affari Palestinesi, il personale del Dipartimento di microfinanza di UNRWA e membri della comunità. Il nuovo ufficio di Husn garantirà un migliore accesso ai servizi di microcredito e microfinanza da parte dei rifugiati palestinesi nell'area, i quali precedentemente dovevano raggiungere il distante ufficio di Irbid, con un viaggio che comportava per loro alti costi di trasporto. La posizione del nuovo ufficio è stata determinata a seguito di uno studio di fattibilità atto a valutare la sostenibilità finanziaria e sociale del programma, in considerazione anche dell'alta concentrazione di rifugiati palestinesi nell'area. Si prevede che la nuova sede di Husn, ottavo ufficio del programma in Giordania, concederà 2.000 nuovi prestiti all'anno, per un importo totale di circa 1.6 milioni di dollari per il primo anno, permettendo inoltre a nuovi 1.000 richiedenti di accedere ai prestiti entro la fine del 2017. Il nuovo ufficio del programma fornirà servizi di microfinanza ai rifugiati palestinesi residenti a sud di Irbid e nell'area di Husn, compreso il campo profughi di Husn, e darà lavoro a 12 membri dello staff. "Siamo lieti di inaugurare questo nuovo ufficio del programma di microfinanza in Giordania, grazie al quale si potrà garantire una migliore accessibilità ai servizi di microfinanza e microcredito a favore dei rifugiati palestinesi e dei residenti dell'area di Husn", ha affermato il Vice Commissario Generale Sandra Mitchell. "Continuare a fornire opportunità generatrici di reddito per queste comunità, inclusi donne e giovani, permette di ridurre la povertà, creare e garantire nuove opportunità lavorative, favorire l'accesso dei beneficiari ai bisogni essenziali e rafforzare la loro capacità resilienza". Nel 2016, il programma di microfinanza di UNRWA in Giordania ha emesso quasi 13.000 prestiti, per un totale di circa 14 milioni di dollari. Tra i beneficiari il 47% sono donne, il 28% giovani, mentre il 54% dei richiedenti è rappresentato da rifugiati palestinesi registrati. Dal 2003, anno dell'istituzione del programma in Giordania, sono stati assegnati più di 94.000 prestiti, per un totale di 111 milioni di dollari.

20.02.2017 -

Sono stati 117 gli studenti tra i 9 e i 12 anni che hanno fatto le audizioni con il team di UNRWA TV, parte della divisione comunicazione di UNRWA a Gaza, tra il 7 e il 9 febbraio. Tra di loro verranno scelti 16 rappresentanti che nella pausa estiva tra giugno e settembre registreranno i nuovi episodi del format educativo di UNRWA. Mahmoud Abu-Sal, uno dei produttori del programma ci spiega come sono state fatte le selezioni. “Puntiamo a sviluppare una nuova forma di apprendimento, basata su strumenti non convenzionali, come il canto, la recitazione, la danza e il gioco. Il criterio con il quale abbiamo selezionato i giovani attori è semplice: sono bambini chiamati a insegnare ai loro coetanei, e devono essere buoni comunicatori con ottimi risultati a scuola. In più devono saper ballare, cantare e recitare.” I nuovi episodi andranno in onda durante il prossimo anno scolastico, a partire dal prossimo settembre. Verranno registrate 32 lezioni, otto per ogni materia tra inglese, arabo, matematica e scienze. Yara Debb ha 11 anni e ha partecipato alle selezioni: “Guardo sempre UNRWA TV e imparo un sacco di cose nuove. Allora ho pensato che avrei voluto anche io far parte del team, e insegnare agli altri bambini. Ci sono poche opportunità di recitare a Gaza, e UNRWA TV è la mia massima aspirazione. Inoltre, è un ottimo modo per sfruttare la pausa estiva.” Durante il casting è stato chiesto ai bambini di cantare una canzone, recitare una poesia, inventare una storia e recitare un copione. UNRWA TV è stata creata nel 2012 e va in onda 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Oltre alla programmazione umanitaria, che comunica informazioni essenziali alla vita nei campi, trasmette lezioni a distanza per sostenere il percorso formativo di quegli studenti che non hanno modo di frequentare le lezioni. 

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