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13.09.2017 -

La situazione di sicurezza nel paese continua ad incidere negativamente sulle condizioni di vita dei civili palestinesi rifugiati in Siria. La situazione nella città e nel campo di Dera’a è relativamente più calma dopo dell’implementazione dell’accordo di cessate il fuoco all’inizio di luglio. Missione a YBB e campo di Sbeineh: L’8 luglio UNRWA e altre Agenzie hanno formato un convoglio umanitario che si è recato a Yalda, Babila e Beit Sahem al fine di condurre una valutazione per la programmazione d’emergenza. Il 18 luglio UNRWA ha condotto una simile missione al campo di Sbeineh nel Governatorato di Rif. Damasco, dalla quale è emerso che gli edifici di UNRWA hanno urgente bisogno di essere riparati e riabilitati. Assistenza monetaria: Il 23 luglio ha preso avvio il terzo ciclo dell’assistenza monetaria che terminerà il 14 settembre. Un totale di 418.000 rifugiati palestinesi in Siria riceveranno 64 dollari in valuta locale, ossia il valore di due mensilità di assistenza. Situazione igienico-sanitaria: A luglio UNRWA ha continuato a dotare i campi e le comunità di acqua potabile, distribuendo inoltre 74.693 prodotti igienico-sanitari tra cui 48.119 kit igienici e 10.230 pannolini. Salute: 66.807 individui hanno ricevuto trattamenti sanitari primari in 26 strutture cliniche. Le cure specialistiche sono garantite da accordi in essere tra l’Agenzia e 27 ospedali presenti nel paese. Distribuzione alimentare e non alimentare: Nel primo turno di assistenza alimentare, iniziato il 19 febbraio e concluso il 30 luglio, sono stati distribuiti panieri alimentari a favore di 367.033 rifugiati palestinesi. L’assistenza non alimentare ha invece permesso la distribuzione di 12.536 materassi, 1.069 coperte e 38 teloni nei centri di distribuzione e nei rifugi collettivi. Riparo: I nove rifugi collettivi gestiti da UNRWA a Damasco e a Rif. Damasco accolgono 1.928 rifugiati. Oltre al riparo, le persone ospitate ricevono parcelle alimentari, cibo in scatola e alimenti a lunga scadenza. Questo mese sono state distribuite 19.109 confezioni di cibo in scatola e 11.235 kg di alimenti a lunga scadenza. Protezione: UNRWA identifica in media 242 casi di protezione ogni mese. Mediamente il 99 per cento dei casi viene assistito direttamente dall’Agenzia, il restante 1 per cento da organizzazioni partner. I cinque uffici di sostegno familiare dell’Agenzia offrono consulti, supporto psicologico e tutela legale su diversi casi di protezione, tra cui violenza domestica e matrimoni in età precoce.

12.09.2017 -

In Libano le scuole UNRWA hanno aperto le porte a circa 36.400 studenti palestinesi rifugiati, compresi circa 5.000 bambini rifugiati dalla Siria. In occasione dell’inizio dell’anno scolastico UNICEF ha donato kit scolastici agli studenti più vulnerabili, mentre nel corso dell’estate UNICEF e UNRWA hanno promosso attività estive a favore di 5.277 bambini delle prime classi. Quest'anno, l’importante collaborazione tra le due Agenzie permetterà di offrire 100 borse di studio a bambini palestinesi rifugiati con bisogni speciali, grazie alle quali potranno studiare in centri specializzati privati, e renderà possibile l’accesso di 180 bambini a consulti diagnostici e terapeutici. L’impegno di UNICEF è inoltre rivolto al rinnovamento e mantenimento delle scuole UNRWA e a garantire sostegno scolastico a 3.990 bambini. Il primo giorno di scuola, il Vice Direttore di UNRWA in Libano Gwyn Lewis ha affermato: “È fantastico vedere tutti questi bambini entusiasti dell’inizio della scuola. Sono orgoglioso dell’impegno dei nostri insegnanti nel promuovere l’educazione dei bambini palestinesi rifugiati in Libano, specialmente l’aiuto dato a coloro che hanno risentito dei recenti combattimenti a Ein El Hilweh”. Con il sostegno di UNICEF e delle organizzazioni partner della società civile, nelle scuole di Ein El Hilweh sarà offerto supporto psicosociale che aiuti i bambini a superare i traumi causati da tali episodi di violenza. Per combattere l’abbandono scolastico UNRWA ha lanciato una vasta campagna sostenuta dall’Unione Europea attraverso il Fondo Regionale dell'Unione Europea in risposta alla crisi siriana e in partnership con UNICEF e alcune ONG. “La mia speranza è che tutti i bambini palestinesi rifugiati in Libano tornino a studiare. Continueremo ad accogliere tutti i bambini che si sono allontanati dalla scuola, e voglio incoraggiare i membri della comunità ad iscrivere i loro figli a scuola”, ha detto il Vice Direttore Lewis che ha aggiunto: “L’educazione dà gioia e speranza, e questo è ciò di cui i bambini palestinesi rifugiati hanno bisogno”. Ha poi espresso la sua gratitudine ad UNICEF e agli altri donatori che, sostenendo il diritto all’educazione e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, fanno la differenza nella vita di questi bambini. Rand Hamid è una studentessa della scuola di Jefna nell’area di Beqaa che durante il primo giorno di scuola ha detto: “Sono emozionata per questo nuovo anno scolastico. Oggi rivedo tutti i miei amici, e questo mi rende molto felice. Amo la mia scuola. Questo luogo mi ricorda momenti indimenticabili”. Tanya Chapuisat, rappresentante di UNICEF in Libano, ha descritto l’inizio dell’anno scolastico affermando: “Le decine di migliaia di bambini che si incamminano verso i cancelli della scuola oggi sono un segnale di ciò che potremo raggiugere unendo le nostre forze. Continueremo a lavorare con i nostri partner per assicurare che il diritto all’educazione venga garantito a tutti i bambini palestinesi rifugiati, nel tentativo di alleviare le difficoltà che questi bambini e le loro famiglie affrontano in Libano”.

07.09.2017 -

Il Direttore delle operazioni di UNRWA in Cisgiordania Scott Anderson ha fatto visita alla famiglia Shamasneh, famiglia palestinese rifugiata nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est, obbligata a lasciare la propria casa a seguito di una battaglia legale durata otto anni. Riportando la solidarietà di UNRWA alla famiglia, il Direttore ha affermato: “Sono sconcertato dalla ripresa degli allontanamenti forzati a Sheikh Jarrah e sono preoccupato dell’impatto umanitario che questa vicenda ha sulla famiglia Shamasneh. Sono qui per riportare la vicinanza e l’impegno di UNRWA a far fronte ai bisogni immediati della famiglia.  L’Agenzia continua ad impegnarsi nel garantire la difesa dei diritti dei rifugiati palestinesi, e il rispetto degli obblighi derivanti dalla legislazione internazionale. L’Unità di Intervento Crisi dell’Agenzia è sul posto per garantire assistenza alla famiglia in questo critico momento. I rifugiati palestinesi, già vittime di multipli sfollamenti, non dovrebbero essere sottoposti agli allontanamenti forzati”. Il 5 settembre, alle 5.15 del mattino le Forze di Sicurezza Israeliane hanno circondato la casa della famiglia Shamasneh. Dopo meno di un’ora la famiglia è stata costretta ad abbandonare l’edificio, i loro effetti personali sono stati caricati su un camion. Un uomo ottantatreenne costretto sulla sedia a rotelle è stato trascinato all’esterno dell’abitazione con la forza. Subito dopo l’allontanamento della famiglia, alcuni coloni sono entrati nell’edificio dove la famiglia Shamasneh ha abitato per oltre 50 anni scortati dalle Forze di Sicurezza Israeliane. A seguito di questa operazione gli otto componenti della famiglia sono diventati sfollati, tra loro due minori e due anziani. “Questo è un chiaro esempio delle pressioni di cui sono vittime moltissime famiglie palestinesi residenti a Gerusalemme Est. Oltre alla sofferenza dovuta dall'aver perso la casa, il fatto che la proprietà sia stata immediatamente trasferita ai coloni israeliani rappresenta una minaccia di ulteriori restrizioni a carico di altre famiglie palestinesi che vivono nell’area”, ha affermato Anderson. Grazie a un programma di emergenza finanziato dall’Unione Europea attraverso la Direzione Generale per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile della Commissione europea (ECHO), UNRWA offrirà assistenza umanitaria alla famiglia, inclusi aiuti monetari e servizi specializzati, ad esempio quello di supporto psicosociale. Secondo uno studio realizzato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, almeno 180 famiglie palestinesi a Gerusalemme Est sono minacciate di dover abbandonare le proprie abitazioni. A Sheikh Jarrah oltre il 60 per cento di queste famiglie sono rifugiate. Un fattore che guida questi episodi è l’espansione di nuovi insediamenti a Sheikh Jarrah dove durante lo scorso decennio oltre 60 palestinesi hanno perso la casa a causa degli allontanamenti forzati. Il trasferimento e la deportazione di persone in territorio occupato è illegale ai sensi della legislazione internazionale. A Gerusalemme Est, in quanto autorità occupante, Israele deve agire per impedire il cambiamento dello status e della composizione demografica, e garantire il benessere e la protezione della popolazione palestinese che vi risiede. 

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Ancora rifugiati dopo 50 anni di occupazione e 10 anni di blocco della Striscia di Gaza

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